Sono le 17:07. Nel sito del corriere.it, a metà pagina leggo il titolo: “Strage del Vajont, oscurato il portale storico. Il gip di Belluno: «Offese a Paniz e Scilipoti»” E dopo il clic leggo:
“È bastata la denuncia di un deputato, Maurizio Paniz. E il gip di Belluno ha chiuso il portale sul Vajont. Il provvedimento è stato notificato ai 226 provider italiani, e molti hanno immediatamente sospeso la pubblicazione. Conteneva una definizione «offensiva» di Paniz e del suo collega Scilipoti.”
Il corriere.it, da buon quotidiano con la bocca pulita, non riporta le offese. Neppure censurando con gli asterischi. Non ci fa intuire che razza di offese può convincere un giudice per le indagini preliminari a ordinare l’immediata censura di un sito internet, e oltretutto – questo però è di secondaria importanza – un sito internet che contiene tanto altro: articoli di giornale, fotografie, interviste e video di rappresentazioni teatrali relativi al disastro del Vajont.
Insomma io che leggo non so quali offese, in questo paese, possano valere la censura completa da parte di un giudice. Cretino? Bastardo? Deficiente? (Ah no, deficiente non sarà: proprio l’altra sera (14/2/2012), durante la trasmissione del Festival di Sanremo, Adriano Celentano ha dato del deficiente al giornalista Aldo Grasso, e l’indomani in molti, tra cui un noto politico e un alto dirigente della rai, han dichiarato che Celentano non va censurato.)
Quanto alla censura del sito, leggo con preoccupazione nel blog dell’avvocato Fulvio Sarzana: “Sino ad oggi la magistratura aveva sempre esitato nell’imporre ai provider lo strumento dell’inibizione all’accesso per i cittadini italiani (…) e mai in precedenza, per una potenziale diffamazione, era stata adottata la misura dell’inibizione all’accesso ad un blog o ad un portale a carico di un cosi rilevante numero di internet providers.”
Va bene, andiamo al dunque.
La frase offensiva è questa:
(Ovviamente spero che riferire l’affermazione di un altro, con lo scopo di far riflettere chi legge sul contenuto che è valso la censura integrale del sito, non porti un altro giudice per le indagini preliminari a censurare il mio blog.)
Comunque sia, il mio provider ha evidentemente aderito alla censura. Infatti se immetto nel browser www.vajont.info non approdo a nulla e, secondo Google, il sito www.vajont.info esiste.
Da dove avrò preso dunque la citazione?
Forse è bene imparare subito ad usare i proxy – quei servizi che, tra gli altri, utilizzano cinesi iraniani siriani e tutti i cittadini sottoposti a regimi repressivi, e che servono appunto ad eludere la censura –, si sa mai che dovessimo averne bisogno davvero in futuro.
Al sito censurato si può accedere così. Questo è uno dei tanti server proxy disponibili all’indirizzo proxy.org.
Quanto alla frase offensiva, sicuramente è quella. Non è stata cancellata o modificata. Certo, è possibile aggiornare un sito web cancellando o modificando parti. Ma confrontando le versioni più recenti del sito reperibili in Internet Archive – il colossale archivio del web che funziona pressapoco come una macchina del tempo, specifichi cioè l’indirizzo web e una data e Internet Archive ti fa navigare il sito com’era a quella data, – www.vajont.info non risulta aver subito modifiche al riguardo. Il sito, com’era in data 22 luglio 2011, è navigabile a questo indirizzo.
Ora analizziamo la frase incriminata. Capiamo per quale motivo non è offensiva, benché meno diffamatoria.
Vostro Onore…
La frase qui riportata è quel che viene definito un periodo ipotetico della realtà. I verbi sono all’indicativo (“è” e “sono”). Sicché nel periodo viene formulata un’ipotesi ritenuta probabile.
La proposizione subordinata (protasi) è: Se la mafia è una montagna di merda.
La proposizione principale (apodosi) in correlazione con la subordinata condizionale è: I Paniz e gli Scilipoti sono guide alpine.
Secondo il vocabolario Treccani: “g. alpina, chi, per professione, accompagna escursionisti e scalatori dilettanti nelle zone montane o alpestri e nelle arrampicate guidandoli in qualità di capo cordata sulla roccia o sul ghiaccio e prestando tutti i consigli e i soccorsi necessarî.”
Ora, ci sono due parole che possono indurre a pensare si tratti di offesa. Una è mafia. L’altra è merda. Tuttavia le guide – che qui nella metafora sono i Paniz e gli Scilipoti – non coincidono e non si confondono né con l’una né con l’altra. No, loro guidano.
Infatti una guida alpina non coincide e non si confonde con la terra, i sassi, le rocce (elementi che compongono la montagna). Guida alpina è colui che guida, appunto, tra la terra, i sassi e le rocce. E chi guida su una “montagna di merda” non è la stessa merda. Insomma, “i Paniz e gli Scilipoti” sono cosa diversa dalla mafia, e dalla merda. Il mio cliente non ha diffamato nessuno.
Fine dell’arringa.
Per chi non ha capito, questo è un facsimile della linea difensiva che l’avvocato Maurizio Paniz avrebbe preparato, se si fosse trovato a difendere la persona che ha querelato. Ironia portami via…
P.S.
Esperimento:
Sostituiamo i termini della questione. Al posto di “mafia”, usiamo un’espressione che si riferisce ad un’altra organizzazione di potere ritenuta molto pericolosa e compromettente (forse anche più della mafia, oggidì). Che so io, “il mondo della mala finanza”, le cui banche hanno causato il dissesto che ha travolto praticamente tutti i paesi industrializzati di questo mondo.
Se il mondo della mala finanza è una montagna di merda: proposizione subordinata.
E nella proposizione principale, invece de “i Paniz e gli Scilipoti”, nominiamo per esempio: i Monti e i Draghi.
Viene fuori così: Se il mondo della mala finanza è una montagna di merda, i Monti e i Draghi sono le guide alpine.
E’ offensiva? Non so.
Dice qualche cosa di sensato? Lo san tutti che Mario Monti ha lavorato come advisor per Goldman & Sachs, una banca che ha ricoperto un certo ruolo nello scenario della crisi economica. Idem con patate per Draghi. Entrambi sono profondi conoscitori di quella finanza e hanno (avuto) con essa un qualche legame.
Dunque è sensato dire che conoscono a perfezione le scorciatoie, i sentieri del “mondo della mala finanza”? Sembra di sì. Se uno volesse esplorarli, diciamo così, quali migliori guide alpine potrebbe sperare di trovare?
(Questo ultimo paragrafo è ovviamente solo un esperimento linguistico fine a una riflessione più profonda sulla censura.)



