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2. Un emblema del berlusconismo (o… La «truffa» del fotovoltaico)

 

 

[Questo post riprende il commento alle affermazioni di Franco Battaglia pubblicato ieri su questo blog. Le affermazioni sono:

1) "I fatti del Giappone e i fatti di Chernobyl dimostrano che il nucleare è la tecnologia di produzione elettrica più sicura che c’è";

2) "Chernobyl è una colossale mistificazione mediatica".

Ne consideriamo qui una terza:

3) "Il fotovoltaico è una truffa."

Il post di ieri si trova qui. La puntata di Annozero di riferimento è quella di giovedì 28 aprile. Qui c'è il video integrale, di circa tre ore. Una raccolta delle sequenze più rilevanti è qui. ]

 

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1. Battaglia ad Annozero. Analisi di due menzogne

 


Horace Vernet, “Napoleone Bonaparte guida le sue truppe oltre il ponte di Arcole”



 

Ieri, giovedì 28 aprile 2011, ho assistito alla trasmissione di Annozero dall’inizio alla fine.

Tra gli ospiti c’era Franco Battaglia, editorialista del Giornale, noto sostenitore del nucleare civile e del governo Berlusconi (le prefazioni delle sue ultime due pubblicazioni portano la firma, l’una di Renato Brunetta, l’altra di Silvio Berlusconi; qui il curriculum di Franco Battaglia).

Si è parlato del nucleare civile, del disastro giapponese, dell’incidente di Chernobyl e, quindi, della sicurezza delle centrali nucleari.

 

 

 

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La morte è di sinistra


Dialogo tra il ministro Ignazio La Russa, noto neo-fascista, e uno spettro. Nella casa al mare del ministro.


MINISTRO Chi è la?
SPETTRO Sono lo spettro del caporale Tremoli, morto a Sheberghan, Afghanistan il 13 luglio 2007.
MINISTRO E perché è qui, in casa mia?
SPETTRO Una volta morti, tutto il mondo ci appartiene, le case sono di tutti, le strade sono di tutti, perfino le caserme militari sono di tutti. (Infatti, ogni tanto mi ci faccio un giro.)
MINISTRO Di tutti? Caporale! Lei scherza. Non sarà diventato un comunista, dopo il trapasso… (Un fremito).
SPETTRO Chi le dice che non fossi comunista già prima di morire?
MINISTRO Ahh! Uno spettro! Maria, chiama la polizia! Maria! Sveglia!
SPETTRO Non strilli, dorme così profondamente nella camera! Poi qui, vede ministro, la politica non c’entra. Una volta passati nell’al di qua, non c’è più politica.
MINISTRO Al di qua? vuole dire, al di là! Qui è l’aldiqua, là è l’aldilà. (Indietreggia, urta il tavolo di cucina) Lei vuole spaventarmi, confondermi. Tipico del comunista confondere. Lei, chi l’ha mandata? Ah, sì. Lo dica pure, lo ammetta: dietro di lei ci sono i…
SPETTRO I…?
MINISTRO I Servizi! Dietro di lei ci sono i Servizi!
SPETTRO Guardi, siamo nella sua casa, non vorrei contraddirla, ma i servizi sono in fondo al corridoio.
MINISTRO Tipico. Lei nega spudoratamente. Si fa beffe di me. Ma io la inchiodo. (Pomo d’adamo ministeriale che fa su e giù, giù e su). Comunista!
SPETTRO Stia tranquillo, ora le spiego. Prima di venir falciato da quella raffica di kalashnikov, partita forse per sbaglio dalle mani di un bambino, prima del trapasso insomma, non ho riempito una sola scheda elettorale. Mai avuto nessuna fiducia nella politica. Ma, da morti, le prospettive cambiano. Oggi come oggi, voterei per la DC.
MINISTRO Ma sono tutti morti! Persino i vivi!
SPETTRO Appunto. Mi sento rappresentato.
MINISTRO E quelle bestialità che diceva, le strade son di tutti, le case son di tutti. Le ritira, quindi?
SPETTRO La verità è che la morte non ha colore politico, è la morte; però se la mettiamo così, se lei insiste sulle implicazioni, le dico che, tutto considerato, la morte è di sinistra.
MINISTRO Ahh… Lo sapevo! Tiè, tiè. (Stacca i cornetti antiscalogna, riverniciati di nero, calamitati sul frigo. Li agita celebrativamente.)
SPETTRO Ma che fa? Non sia affrettato. Non ho detto che la morte è comunista! Si calmi! Anche se, tutto sommato, paragonando le varie forze della sinistra, in fin dei conti…
MINISTRO Maria! (Agita i cornetti sempre più convulsivamente) La morte! Ahh, sto male, il cuore, la cistifellea!
SPETTRO Sento dei passi. Arriva. E’ meglio che vada. O questa visitina diventerà un affare di stato, un tam tam giornalistico. Finché mi ha visto il ministro, posso star tranquillo. Chi gli crederà? Un testimone attendibile no, è meglio evitare. Potrei rivedere la mia faccia sul giornale. No grazie, già dato. I morti poi detestano la pubblicità. E’ meglio che vada. Addio! Andrò a passeggiare nel Louvre, di notte i quadri sono così suggestivi. Farò un sopralluogo nella Casa Bianca per vedere se il cane del Presidente è guarito dalla dissenteria. E poi camminerò nel cavò della Banca d’Italia per darmi delle arie. Viva la libertà! Addio ministro! (Attraversa la parete e scompare)
MINISTRO La morte! La morte!

(Entra la donna)

MARIA

(Sbadiglia…) Ignazio, che pagliacciate vai facendo…



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Sul moralismo

 
Emma Fattorini si interroga sull’autenticità dei moti di indignazione collettiva nati in reazione allo scandalo di Berlusconi.

 

“[...] L’accusa di moralismo va presa molto sul serio: non solo perché è profondamente sbagliato dividere le donne «perbene» da quelle «permale», – contravvenendo al principio di fondo del femminismo sulla libertà del soggetto femminile – ma perché qui il pensiero di alcune donne, fatto in libertà, sine glossa, coglie un punto che riguarda tutti e tutte. Il moralismo è stato ed è veramente il peccato mortale e la causa reale dell’esaurirsi progressivo di quella parte della cultura di opposizione che si è consumata internamente proprio consolandosi con il moralismo. Un vero e proprio surrogato di quella che un tempo era una vera diversità morale, il moralismo è stato innalzato a vessillo mentre, in un lento processo di metabolizzazione, una certa opposizione ha finito con l’interiorizzare, anche inconsapevolmente, gli stessi modelli che demonizzava. Molti contribuiscono a fare, del moralismo, quello spirito del tempo, speculare e incongruo all’assoluta decadenza morale. Certo un male minore, rispetto al degrado attuale, ma che, come tutte le emozioni e i sentimenti non autentici, è insinuante perché mitridatizza, assuefa e si limita a ri-pulire le coscienze. [...]“


L’articolo di Emma Fattorini è nel Corriere.it. La mia opinione è qui.


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Nuovo materiale sullo ‘scandalo’

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La persona che si scandalizza è una persona profondamente incerta

Due parole sullo “scandalo” in cui è coinvolto Silvio Berlusconi.

Mi infastidisce il moralismo di sinistra. Contestiamo, va bene. Rigettiamo i modelli culturali, gli omogeinizzati di realtà che le reti televisive di Berlusconi ci hanno inflitto. Contrastiamo la retorica, le menzogne, la cialtroneria popolaresca. Il moralismo no, è un di più. Indignarsi perché un uomo vecchio fa l’amore con delle donne giovani, consenzienti e consapevoli di prostituirsi, è un salto indietro nel tempo.

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