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Signori non si scherza

 

Alla fine cedo, leggendo i giornali alla vecchia (si diceva faziosa, tempo fa) stupida contrapposizione giudici e magistrati di qua governo di là. Mi capita di leggere questa. La corte di cassazione conferma la sentenza per cui un tale, che aveva adoperato il telefono cellulare 5-6 ore al giorno dodici anni e s’era ammalato di tumore, neurinoma, benigno, avrà un assegno mensile per l’invalidità dell’80%. Cioè viene riconosciuto – al più alto grado di giudizio – il possibile nesso causale tra esposizione alle cosiddette radiofrequenze e il male innominabile. In linea con l’innalzamento del livello di rischio nella classificazione dello IARC (l’agenzia internazionale della ricerca sul cancro). Giudici che sembrano dirci, signori non si scherza.

Infine leggo questa. La stesura finale del decreto sviluppo arrivata perché sono iscritto ad una newsletter sull’elettrosmog. Il governo farà lievitare del triplo i limiti all’esposizione alle radiofrequenze, triplo!

Se sono Murianofone e sopra casa tua ho installato il mio ripetitore, o sopra un edificio scolastico o qualunque luogo pubblico privato che sia, potrei essere sanzionato se oltrepasso i 6 volt/metro, tu riceveresti, controllo avvenuto, una comunicazione dell’Arpa secondo cui, poniamo, i 16 volt/metro d’irradiazione nella casa o nella scuola etc rendono il luogo a rischio. Verrebbe esplicitato di non soggiornare in quel posto, cautelativamente.

Ricordo di un tale, inquilino di un palazzone a Milano, ricevette un responso dell’Arpa secondo cui soggiornare nel suo soggiorno (bisticcio di parole voluto) costituiva un rischio. Nel soggiorno! (17 volt/metro).

Non è il caso di preoccuparsi. Con il prossimo decreto sviluppo verranno innalzati i limiti. Nessuno più riceverà comunicazioni allarmanti. Si faranno sonni tranquilli. Luoghi definiti non più abitabili o a rischio sanitario verranno resi idonei. Per decreto. Sviluppo non si sa che!

Dimenticavo: l’inquilino del palazzone, dei 17 volt/metro, aveva una moglie morta di male innominato, due figlie con problemi nervosi. Non ho dettagli purtroppo sulle patologie.

Mi schiero e tengo i giudici.

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Il telefono cellulare potrebbe danneggiare il feto


 

E’ uno studio condotto da un gruppo di ricerca guidato da Hugh S. Taylor – professore all’università statunitense di Yale, specializzato in ostetricia, ginecologia e scienze riproduttive – che ipotizza l’esistenza di un legame tra alcuni disturbi del comportamento adulto e l’esposizione alle radiofrequenze dei soggetti nel periodo prenatale.

Si tratta dei disturbi noti sotto il nome di “Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD)”, caratterizzati da inattenzione, impulsività e iperattività motoria, che rendono difficoltosi e in taluni casi impediscono il normale sviluppo e integrazione sociale dei bambini (vedi Wikipedia).

La tesi del professor Taylor è che l’assorbimento in utero, da parte dei feti, delle radiazioni elettromagnetiche emesse dai normali telefonini, crei le condizioni neurologiche affinché detti disturbi emergano poi nei soggetti adulti.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati il 12 marzo scorso nella rivista Scientific Reports. Sono disponibili in rete nel sito di NCBI (National Center for Biotechnology Information) a questo link. Vi si trova il documento integrale della ricerca in PDF.

 

Dall’abstract (testo originale in inglese):

 

I disordini neurocomportamentali sono sempre più diffusi nei bambini, e tuttavia l’eziologia di tali disturbi non è ben nota. E’ stata ipotizzata l’esistenza di un legame tra l’utilizzo del cellulare da parte dei genitori e l’iperattività nei bambini, ma ad ora gli effetti delle radiazioni a radiofrequenza sullo sviluppo neuronale rimangono sconosciuti. In questa ricerca abbiamo adottato il mouse model per dimostrare che le radiofrequenze in utero influenzano effettivamente il comportamento adulto. I ratti esposti in utero erano iperattivi e avevano una ridotta memoria come è stato dimostrato mediante prove di riconoscimento di oggetti, light/dark box e step-down.

(…)

Ulteriori esperimenti su primati umani e non-umani sono necessari per determinare il rischio di esposizione durante la gravidanza.

 

 

Altri articoli sull’elettrosmog si trovano nel blog seguendo questo link.

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Censura in internet.
“I Paniz e gli Scilipoti sono guide alpine.”
“I Monti e i Draghi sono guide alpine.”




Sono le 17:07. Nel sito del corriere.it, a metà pagina leggo il titolo: “Strage del Vajont, oscurato il portale storico. Il gip di Belluno: «Offese a Paniz e Scilipoti»” E dopo il clic leggo:

“È bastata la denuncia di un deputato, Maurizio Paniz. E il gip di Belluno ha chiuso il portale sul Vajont. Il provvedimento è stato notificato ai 226 provider italiani, e molti hanno immediatamente sospeso la pubblicazione. Conteneva una definizione «offensiva» di Paniz e del suo collega Scilipoti.”

Il corriere.it, da buon quotidiano con la bocca pulita, non riporta le offese. Neppure censurando con gli asterischi. Non ci fa intuire che razza di offese può convincere un giudice per le indagini preliminari a ordinare l’immediata censura di un sito internet, e oltretutto – questo però è di secondaria importanza – un sito internet che contiene tanto altro: articoli di giornale, fotografie, interviste e video di rappresentazioni teatrali relativi al disastro del Vajont.

Insomma io che leggo non so quali offese, in questo paese, possano valere la censura completa da parte di un giudice. Cretino? Bastardo? Deficiente? (Ah no, deficiente non sarà: proprio l’altra sera (14/2/2012), durante la trasmissione del Festival di Sanremo, Adriano Celentano ha dato del deficiente al giornalista Aldo Grasso, e l’indomani in molti, tra cui un noto politico e un alto dirigente della rai, han dichiarato che Celentano non va censurato.)


Quanto alla censura del sito, leggo con preoccupazione nel blog dell’avvocato Fulvio Sarzana: “Sino ad oggi la magistratura aveva sempre esitato nell’imporre ai provider lo strumento dell’inibizione all’accesso per i cittadini italiani (…) e mai in precedenza, per una potenziale diffamazione, era stata adottata la misura dell’inibizione all’accesso ad un blog o ad un portale a carico di un cosi rilevante numero di internet providers.”

Va bene, andiamo al dunque.


La frase offensiva è questa:

(Ovviamente spero che riferire l’affermazione di un altro, con lo scopo di far riflettere chi legge sul contenuto che è valso la censura integrale del sito, non porti un altro giudice per le indagini preliminari a censurare il mio blog.)


Comunque sia, il mio provider ha evidentemente aderito alla censura. Infatti se immetto nel browser www.vajont.info non approdo a nulla e, secondo Google, il sito www.vajont.info esiste.

Da dove avrò preso dunque la citazione?


Forse è bene imparare subito ad usare i proxy – quei servizi che, tra gli altri, utilizzano cinesi iraniani siriani e tutti i cittadini sottoposti a regimi repressivi, e che servono appunto ad eludere la censura –, si sa mai che dovessimo averne bisogno davvero in futuro.

Al sito censurato si può accedere così. Questo è uno dei tanti server proxy disponibili all’indirizzo proxy.org.


Quanto alla frase offensiva, sicuramente è quella. Non è stata cancellata o modificata. Certo, è possibile aggiornare un sito web cancellando o modificando parti. Ma confrontando le versioni più recenti del sito reperibili in Internet Archive – il colossale archivio del web che funziona pressapoco come una macchina del tempo, specifichi cioè l’indirizzo web e una data e Internet Archive ti fa navigare il sito com’era a quella data, – www.vajont.info non risulta aver subito modifiche al riguardo. Il sito, com’era in data 22 luglio 2011, è navigabile a questo indirizzo.


Ora analizziamo la frase incriminata. Capiamo per quale motivo non è offensiva, benché meno diffamatoria.

Vostro Onore…

La frase qui riportata è quel che viene definito un periodo ipotetico della realtà. I verbi sono all’indicativo (“è” e “sono”). Sicché nel periodo viene formulata un’ipotesi ritenuta probabile.

La proposizione subordinata (protasi) è: Se la mafia è una montagna di merda.

La proposizione principale (apodosi) in correlazione con la subordinata condizionale è: I Paniz e gli Scilipoti sono guide alpine.

Secondo il vocabolario Treccani: “g. alpina, chi, per professione, accompagna escursionisti e scalatori dilettanti nelle zone montane o alpestri e nelle arrampicate guidandoli in qualità di capo cordata sulla roccia o sul ghiaccio e prestando tutti i consigli e i soccorsi necessarî.”

Ora, ci sono due parole che possono indurre a pensare si tratti di offesa. Una è mafia. L’altra è merda. Tuttavia le guide – che qui nella metafora sono i Paniz e gli Scilipoti – non coincidono e non si confondono né con l’una né con l’altra. No, loro guidano.

Infatti una guida alpina non coincide e non si confonde con la terra, i sassi, le rocce (elementi che compongono la montagna). Guida alpina è colui che guida, appunto, tra la terra, i sassi e le rocce. E chi guida su una “montagna di merda” non è la stessa merda. Insomma, “i Paniz e gli Scilipoti” sono cosa diversa dalla mafia, e dalla merda. Il mio cliente non ha diffamato nessuno.

Fine dell’arringa.

Per chi non ha capito, questo è un facsimile della linea difensiva che l’avvocato Maurizio Paniz avrebbe preparato, se si fosse trovato a difendere la persona che ha querelato. Ironia portami via…

 

 

P.S.


Esperimento:

Sostituiamo i termini della questione. Al posto di “mafia”, usiamo un’espressione che si riferisce ad un’altra organizzazione di potere ritenuta molto pericolosa e compromettente (forse anche più della mafia, oggidì). Che so io, “il mondo della mala finanza”, le cui banche hanno causato il dissesto che ha travolto praticamente tutti i paesi industrializzati di questo mondo.

Se il mondo della mala finanza è una montagna di merda: proposizione subordinata.

E nella proposizione principale, invece de “i Paniz e gli Scilipoti”, nominiamo per esempio: i Monti e i Draghi.

Viene fuori così: Se il mondo della mala finanza è una montagna di merda, i Monti e i Draghi sono le guide alpine.

E’ offensiva? Non so.

Dice qualche cosa di sensato? Lo san tutti che Mario Monti ha lavorato come advisor per Goldman & Sachs, una banca che ha ricoperto un certo ruolo nello scenario della crisi economica. Idem con patate per Draghi. Entrambi sono profondi conoscitori di quella finanza e hanno (avuto) con essa un qualche legame.

Dunque è sensato dire che conoscono a perfezione le scorciatoie, i sentieri del “mondo della mala finanza”? Sembra di sì. Se uno volesse esplorarli, diciamo così, quali migliori guide alpine potrebbe sperare di trovare?

(Questo ultimo paragrafo è ovviamente solo un esperimento linguistico fine a una riflessione più profonda sulla censura.)

 

 

 

Aggiornamento del 5 marzo 2012


(ANSA) – VENEZIA, 5 MAR – Le frasi riportate nel sito internet ‘vajont.info’ dal blogger bellunese Tiziano Dal Farra, 44 anni, diffamarono l’avvocato e deputato del Parlamento italiano Maurizio Paniz.

Lo ha deciso oggi il giudice del Tribunale di Udine, Francesca Feruglio, che ha condannato Dal Farra a 900 euro di multa e al risarcimento di 10 mila euro di danni a favore del parlamentare.

Il giudice ha disposto il dissequestro del sito internet, attraverso il quale il blogger porta avanti da tempo una campagna contro i politici locali.


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Wi-fi, fertilità

[Quest'articolo è apparso nel sito della BBC il 29 novembre scorso, sotto il titolo “Scientists question if wi-fi laptops can damage sperm”. Malgrado toni rassicuratori e dubbi più che tranquillizzanti, contiene informazioni che è utile diffondere. La traduzione è mia.]



Gli scienziati si chiedono se il wi-fi dei pc portatili possa danneggiare lo sperma


di Michelle Robert


Gli scienziati si stanno chiedendo se l’uso del wi-fi di un pc portatile per la navigazione in internet possa danneggiare la fertilità di un uomo, dopo che una prova di laboratorio ha messo in luce che lo sperma era significativamente danneggiato dopo solo quattro ore di esposizione.

I test di laboratorio hanno mostrato che gli spermatozoi avevano una ridotta capacità di nuotare e avevano subito mutazioni del codice genetico di cui sono portatori.

Gli esperti evidenziano che ciò non vuol dire che lo stesso possa verificarsi in un ambiente reale e dicono agli uomini di non preoccuparsi eccessivamente.

Ma raccomandano ulteriori studi.

La ricerca preliminare, pubblicata nella rivista Fertility and Sterility [qui, ndt], ha esaminato i campioni di sperma di 29 donatori sani.

Ogni campione è stato separato in due contenitori. Uno di questi contenitori è stato tenuto per quattro ore vicino a un pc portatile connesso ad internet senza fili. L’altro è stato conservato nelle stesse condizioni, fatta eccezione per il pc portatile.

Gli scienziati, provenienti da Argentina e Stati Uniti, sospettano che l’effetto riscontrato non sia correlato al calore emanato dal pc portatile, sebbene il calore possa danneggiare lo sperma.


Sotto inchiesta


L’Agenzia per la Protezione della Salute del Regno Unito sta valutando attentamente la sicurezza del wi-fi.

Si sa che le persone che usano il wi-fi, o quelle che si trovano in prossimità di un apparecchio wi-fi, sono esposti ai segnali radio emessi – e una parte dell’energia trasmessa dai segnali viene assorbita dai corpi.

Tuttavia, i segnali hanno una potenza molto bassa.

L’Agenzia per la Protezione della Salute sostiene che non c’è una consistente evidenza ad oggi che i segnali radio del wi-fi nuocciano alla salute della popolazione tutta.

Un esperto di fertilità del Regno Unito, il dr. Allan Pacey, professore associato del dipartimento di andrologia dell’Università di Sheffield, afferma: “Lo studio è molto ben condotto, ma dobbiamo essere cauti su cosa si può dedurre a proposito della fertilità degli uomini che regolarmente usano i pc portatili col wi-fi sulle proprie ginocchia.”

“Gli spermatozoi sono particolarmente sensibili a molti fattori perché all’esterno del corpo non hanno la protezione delle altre cellule, degli altri tessuti e fluidi del corpo in cui sono conservati prima dell’eiaculazione. Perciò, non possiamo dedurre da questo studio che perché un uomo usa un pc portatile con wi-fi sulle proprie ginocchia per più di quattro ore allora il suo sperma sarà necessariamente danneggiato e meno fertile”.

Abbiamo bisogno di grandi studi epidemiologici per stabilirlo, e per quel che ne so io non sono ancora stati fatti.”

Sostiene che gli uomini dovrebbero essere ancora cauti nel tenere in equilibrio sulle cosce un pc portatile per ore e ore.

“Sappiamo da altri studi che la parte inferiore del notebook può diventare incredibilmente calda e un involontario riscaldamento dei testicoli è un fattore di rischio per la scarsa qualità dello sperma. “

“Abbiamo il caso di un uomo che si è bruciato il pene utilizzando un pc portatile appoggiato alle ginocchia per lungo tempo. Pertanto, ci sono molte ragioni per cercare di usare un portatile su un tavolo quando si può, e questo potrebbe di per sé attenuare le eventuali preoccupazioni teoriche sul wi-fi.”

 

 

Altre informazioni scientifiche sul wi-fi si trovano in due articoli precedenti: qui e qui.

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Radio televisione Ixxxxxxx

di Giovanni Giovannetti



Il centro di produzione Rai di Saxa Rubra somiglia a un campo di internamento per ricchi; circondato da alte reti e filo spinato, si presenta del tutto simile a certi quartieri di Tirana o Bucarest, quelli un tempo abitati dalle nomenklature.

Ci arriviamo di mattina presto, io e Luisa accompagnati da Paola, partecipe e professionale ufficio stampa gratuito del “Cammina cammina” su Roma e dintorni. Entriamo. Sembra quasi di varcare certi confini tra l’est e l’ovest europeo prima che cadessero i muri. Siamo attesi a “Unomattina” per raccontare in presadiretta al Tg1 minzoliniano questo piccolo grande sogno di un’Italia rigenerata dal basso.

Siamo ospiti di Giovanna Rossiello, conduttrice della rubrica settimanale “Fa’ la cosa giusta”, dedicata alle buone azioni. L’avevo incontrata giorni prima: lei entusiasta del “Cammina cammina“, io grato per l’attenzione; e ora eccoci qui.

Oggi Giovanna appare tesa, inquieta. Saranno pochi minuti ma vuole provare e riprovare le domande, testare le risposte. Sbuffa, s’incazza: «Giovanni sono appesa a un filo… Giovanni, non mi creare problemi… Giovanni non mi rompere i coglioni con certe tue cose…»: vietato nominare associazioni come Libera o citare gli organizzatori o elencare i contenuti del “Cammina cammina”. Vietati riferimenti politici o semplicemente dire che questa nostra è una iniziativa politica pro-positiva dal basso. Vietato citare Napoli quale sede di arrivo, vietatissimo accostarla a Milano, la città da cui siamo partiti…

In un battito d’ali io e Luisa siamo passati dall’incontro la sera prima con i coraggiosi ragazzi che a Casal di Principe coltivano i campi confiscati alla Camorra (loro sì sottoposti a dure intimidazioni, come il taglio dell’impianto di irrigazione sui campi sottratti a Sebastiano Ferraro, clan Schiavone) al mondo a parte dei pavidi psicogiornalisti Rai lobotomizzati da Minzolini. Allora mi sono preso qualche “libertà”, diciamo il minimo sindacale, facendoli ahinoi indispettire parecchio.

Sono stato interrotto in diretta, ma più che incazzata Giovanna è parsa poi terrorizzata: «Ti avevo pregato di non nominare Milano e Napoli, e tu lo hai fatto…», ha lamentato infine la conduttrice, dandoci le spalle senza nemmeno il cenno di un saluto.

Ma ormai quello furibondo ero io: in un anno ho avuto due interviste speculari, sempre dal Tg1, entrambe precedute da indicazioni su ciò che avrei dovuto dire o non dire. Lo denuncio al rappresentante sindacale dei giornalisti Rai, il quale ammette che forse da quelle parti c’è qualche problemino, avvertendo tuttavia che «per una cosa del genere Giovanna Rossiello corre il rischio di vedersi cancellare la rubrica». Quale “cosa”? dire che Milano e Napoli simboleggiano l’Italia di ora? Cacciatori di streghe. Paranoici. Il Paese in cui viviamo è anche questo: supino e codardo. Quel Paese che a me, a noi, non piace.

 

 

(tratto dal sito della rivista Il primo amore)

 

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Wi-fi e soggetti vulnerabili


 

Riprendiamo il tema dell’articolo Bambini appesi a un filo (che suggerisco di leggere prima). Di nuovo informazioni sui rischi per la salute legati all’uso dei dispositivi di trasmissione wireless.

 

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Bambini appesi a un filo
I rischi del wi-fi nelle scuole e l’elettrosensibilità

 

 

 


Il 22 aprile 2011 i ministri Mariastella Gelmini e Renato Brunetta hanno presentato il progetto “Scuole in Wi-fi”. L’obiettivo è di dotare le scuole pubbliche di connessioni a internet senza fili. Negli istituti si dovranno installare dunque antenne wi-fi che copriranno le aree adibite all’insegnamento.

“Il mio sogno è quello di dare il kit per tutti i bambini delle scuole elementari (ANSA)”, così il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, il 9 maggio scorso. In quella data già ottocento istituti si erano prenotati per avere il “kit”.

Il progetto prevede l’adozione del nuovo strumento didattico da parte di tutte le scuole entro il 2012.


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