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La morte è di sinistra
Dialogo tra il ministro Ignazio La Russa, noto neo-fascista, e uno spettro. Nella casa al mare del ministro.
| MINISTRO | Chi è la? |
| SPETTRO | Sono lo spettro del caporale Tremoli, morto a Sheberghan, Afghanistan il 13 luglio 2007. |
| MINISTRO | E perché è qui, in casa mia? |
| SPETTRO | Una volta morti, tutto il mondo ci appartiene, le case sono di tutti, le strade sono di tutti, perfino le caserme militari sono di tutti. (Infatti, ogni tanto mi ci faccio un giro.) |
| MINISTRO | Di tutti? Caporale! Lei scherza. Non sarà diventato un comunista, dopo il trapasso… (Un fremito). |
| SPETTRO | Chi le dice che non fossi comunista già prima di morire? |
| MINISTRO | Ahh! Uno spettro! Maria, chiama la polizia! Maria! Sveglia! |
| SPETTRO | Non strilli, dorme così profondamente nella camera! Poi qui, vede ministro, la politica non c’entra. Una volta passati nell’al di qua, non c’è più politica. |
| MINISTRO | Al di qua? vuole dire, al di là! Qui è l’aldiqua, là è l’aldilà. (Indietreggia, urta il tavolo di cucina) Lei vuole spaventarmi, confondermi. Tipico del comunista confondere. Lei, chi l’ha mandata? Ah, sì. Lo dica pure, lo ammetta: dietro di lei ci sono i… |
| SPETTRO | I…? |
| MINISTRO | I Servizi! Dietro di lei ci sono i Servizi! |
| SPETTRO | Guardi, siamo nella sua casa, non vorrei contraddirla, ma i servizi sono in fondo al corridoio. |
| MINISTRO | Tipico. Lei nega spudoratamente. Si fa beffe di me. Ma io la inchiodo. (Pomo d’adamo ministeriale che fa su e giù, giù e su). Comunista! |
| SPETTRO | Stia tranquillo, ora le spiego. Prima di venir falciato da quella raffica di kalashnikov, partita forse per sbaglio dalle mani di un bambino, prima del trapasso insomma, non ho riempito una sola scheda elettorale. Mai avuto nessuna fiducia nella politica. Ma, da morti, le prospettive cambiano. Oggi come oggi, voterei per la DC. |
| MINISTRO | Ma sono tutti morti! Persino i vivi! |
| SPETTRO | Appunto. Mi sento rappresentato. |
| MINISTRO | E quelle bestialità che diceva, le strade son di tutti, le case son di tutti. Le ritira, quindi? |
| SPETTRO | La verità è che la morte non ha colore politico, è la morte; però se la mettiamo così, se lei insiste sulle implicazioni, le dico che, tutto considerato, la morte è di sinistra. |
| MINISTRO | Ahh… Lo sapevo! Tiè, tiè. (Stacca i cornetti antiscalogna, riverniciati di nero, calamitati sul frigo. Li agita celebrativamente.) |
| SPETTRO | Ma che fa? Non sia affrettato. Non ho detto che la morte è comunista! Si calmi! Anche se, tutto sommato, paragonando le varie forze della sinistra, in fin dei conti… |
| MINISTRO | Maria! (Agita i cornetti sempre più convulsivamente) La morte! Ahh, sto male, il cuore, la cistifellea! |
| SPETTRO | Sento dei passi. Arriva. E’ meglio che vada. O questa visitina diventerà un affare di stato, un tam tam giornalistico. Finché mi ha visto il ministro, posso star tranquillo. Chi gli crederà? Un testimone attendibile no, è meglio evitare. Potrei rivedere la mia faccia sul giornale. No grazie, già dato. I morti poi detestano la pubblicità. E’ meglio che vada. Addio! Andrò a passeggiare nel Louvre, di notte i quadri sono così suggestivi. Farò un sopralluogo nella Casa Bianca per vedere se il cane del Presidente è guarito dalla dissenteria. E poi camminerò nel cavò della Banca d’Italia per darmi delle arie. Viva la libertà! Addio ministro! (Attraversa la parete e scompare) |
| MINISTRO | La morte! La morte! |
(Entra la donna) |
|
MARIA |
(Sbadiglia…) Ignazio, che pagliacciate vai facendo… |
Pubblicato in Articoli, berlusconismo, satira
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