[Questo post riprende il commento alle affermazioni di Franco Battaglia pubblicato ieri su questo blog. Le affermazioni sono:
1) "I fatti del Giappone e i fatti di Chernobyl dimostrano che il nucleare è la tecnologia di produzione elettrica più sicura che c’è";
2) "Chernobyl è una colossale mistificazione mediatica".
Ne consideriamo qui una terza:
3) "Il fotovoltaico è una truffa."
Il post di ieri si trova qui. La puntata di Annozero di riferimento è quella di giovedì 28 aprile. Qui c'è il video integrale, di circa tre ore. Una raccolta delle sequenze più rilevanti è qui. ]
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Nel corso della trasmissione di Annozero Franco Battaglia ha ribadito la sua tesi, “il fotovoltaico è una truffa”. (Tesi centrale – dice – nel suo libro L’illusione dell’energia dal sole, e in numerosi interventi sul Giornale e altrove come “La terra frana ma i sindaci rossi investono nella frode del fotovoltaico”, qui)
Ora, apro un dizionario, cerco il significato di “truffa” e leggo: “Reato contro il patrimonio, commesso da chi ricava illecito profitto con danno altrui, mediante inganni e raggiri”. Anche nel suo significato estensivo, la truffa è un’operazione a danno di qualcuno, allo scopo di ottenere un vantaggio, ottenuta mediante inganni e raggiri.
In questo caso, i truffatori sono tutti i soggetti che guadagnano dalla vendita di pannelli fotovoltaici. In primo luogo, tutte le imprese del settore. (Nelle pagine gialle, ne sono elencate 5377).
Truffati, a rigor di logica, sono coloro i quali hanno comperato i pannelli solari. Ma si potrebbero anche considerare, in senso improprio, truffati tutti quelli che sono stati indotti a credere nella fattibilità di sostituire altre fonti di energia inquinante con quella solare. Siamo stati, tutti o quasi, truffati. Gli incentivi al settore attivati dal nostro governo (e dalla maggior parte dei governi europei) fanno parte della truffa.
Dobbiamo solo esplicitare l’imbroglio o il raggiro su cui si basa la truffa. Quale informazione insomma viene taciuta? Io ho capito questo. Secondo il professor Battaglia l’imbroglio principale sta nel tacere che, durante la notte, i pannelli fotovoltaici non funzionano. Di notte infatti il sole non c’è. E il professore rileva che i pannelli solari non possono produrre energia elettrica.
Quindi, chi guadagna sul fotovoltaico imbroglia poiché non esplicita che, essendo assente il sole durante la notte, i pannelli non funzionano.
Non riesco a trovare un altro senso alle parole di Battaglia. A meno che la truffa non sia, diciamo, ideologica. C’è qualcuno che imbroglia, ambientalisti e sostenitori dell’energia solare, e tace questo particolare: di notte il sole è assente; i pannelli fotovoltaici non funzionano.
A questo proposito, nel corso della trasmissione è stato citato Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica.
Non è stato detto che lo scienziato ha contribuito a progettare un impianto solare termodinamico. Questo tipo di centrale elettrica solare è in grado di produrre energia anche durante la notte. L’impianto si chiama Andasol 1. (Sulla base del quale seguirà la realizzazione di Andasol 2 e Andasol 3, sempre in Spagna). Ecco alcune delle caratteristiche:
– produce di 157.4 milioni di kWh ogni anno;
– fornisce energia solare senza oscillazioni o interruzioni, grazie alle 7 ore di riserva, mantenendo la stabilità della griglia elettrica.
Anche in Italia esiste un impianto pilota di questo tipo, a Priolo in provincia di Siracusa. Prende il nome da Archimede, la cui intuizione connessa all’uso degli specchi è stata attualizzata da Carlo Rubbia. (C’è tutta una vicenda, anche politica, legata a questo progetto, che è stato accolto con molto ritardo, e in versione ridotta rispetto all’originale. Come al solito c’entra anche la fiducia sfrenata nell’energia nucleare)
Il Progetto Archimede, va detto, è di natura ibrida. Combina una centrale termoelettrica tradizionale con un impianto termodinamico solare come quello di Andasol 1. Si basa quindi su due tecniche per la produzione di energia, da fonti rinnovabili e non.
Carlo Rubbia ha sostenuto: “Come esperimento pilota i 20 megawatt raggiunti dalle tecnologie solari alla centrale di Priolo non sono da buttar via: bastano a una città di 20 mila abitanti, consentono di risparmiare 12.500 tonnellate equivalenti di petrolio l’anno ed evitano l’emissione di 40 mila tonnellate l’anno d’anidride carbonica. Il bello è che questo tipo di energia è conveniente: ai prezzi attuali, l’impianto si ripaga in 6 anni e ne dura 30. Oltretutto, una volta avviata la produzione di massa, i prezzi di costruzione tenderanno al dimezzamento.” (da qui)
Secondo il premio Nobel, “Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali o magari in Africa, per trasportare poi l’energia nel nostro Paese. Anche gli antichi romani dicevano che l’uva arrivava da Cartagine. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma” (l’intervista a Rubbia è qui).
La truffa ha poi sfaccettature ancora più strane.
Steven Novack, dell’Idaho National Laboratory del dipartimento americano dell’Energia, ha ideato un nuovo tipo di pannello solare. E’ più efficiente rispetto ai tradizionali moduli fotovoltaici in silicio, e si basa sulla raccolta dell’energia solare con nanoantenne. Inoltre sfrutta sia la luce solare diurna, sia gli infrarossi durante la notte. E’ in grado quindi di produrre energia a ciclo continuo, di notte come di giorno. Nel sito governativo INL (Idaho National Laboratory) si legge (traduzione mia):.
“Di solito i pannelli solari possono trasformare meno del 20 per cento dell’energia ricevuta in energia elettrica. Ogni cella è fatta di silicio e migliorata da altri elementi per incrementarne l’efficienza. (…) Il team stima che con le nanoantenne si possa assorbire quasi l’80 per cento dell’energia disponibile.”
Questa tecnologia quindi potrebbe sostituire, in senso migliorativo, l’attuale pannello solare. Migliorativo sotto l’aspetto (truffaldino) della limitazione alle ore diurne dell’attuale tecnologia, e dell’efficienza.
Al momento i costi di realizzazione di un impianto simile sono alti e poco sostenibili. Ma, come spesso avviene, gli investimenti pubblici e privati in un settore riducono i costi medi di produzione. Più si investe, minore è il costo.
In generale, più alto è il numero dei soggetti coinvolti nella produzione, minore sarà il costo medio unitario di produzione. Cioè, è possibile pensare che sfruttando le economie di scala queste forme truffaldine di approvvigionamento elettrico diventino addirittura vantaggiose. E’ possibile pensare che, se non dedichiamo le risorse e gli sforzi ad una tecnologia rischiosa e obsoleta come quella nucleare, ma ci impegniamo seriamente in un’altra direzione, le energie rinnovabili siano la risposta definitiva ai nostri problemi. Certo, bisogna avere lo sguardo rivolto al futuro, e la memoria ancora fresca del passato.
Chi invece vuol fare del revisionismo spicciolo, in perfetto stile berlusconiano, alterando la memoria storica di fatti drammatici come quello di Chernoby, per scopi puramente ideologici o peggio politici ed economici, ostacola qualunque percorso di rinnovamento. Il berlusconismo è, tra le tante cose, un’esaltazione di tipo manipolatorio del presente. Il berlusconismo è un’eternizzazione di un presente virtuale, di volta in volta edificato ad hoc. Il berlusconismo è una sfilza di istantanee ritoccate come le donne nei calendari erotici. In questo presente virtuale, continuamente cangiante come l’immagine del televisore, c’è il sogno del nucleare. Per rendere questo sogno appetibile, è necessario azzerare i fatti, e i morti, per esempio di Chernobyl, come ha tentato di fare il professor Battaglia. Un presente finalmente liberato dalle sporcizie del passato, è il sogno berlusconiano. Per questo il berlusconismo è congenitamente impossibilitato a guardare in là, verso il futuro. E’ bloccato dalle sue stesse retoriche su un presente virtuale, da cui prende nutrimento per le illusioni collettive. E Battaglia è un emblema, e un attore, di tale strategia di potere.



